Questo mercato.
E per fortuna che esiste internet, sennò a forza di inviare curriculum in giro, avrei speso una fortuna in buste e francobolli....
39 anni compiuti e non riuscire a trovare un lavoro diurno....si, ora lavoro qualche sera alla settimana, prevalentemente i week end come security (così almeno mia moglie non può più dirmi di snellire la mia figura, altrimenti al lavoro non sarei credibile), ma mi piacerebbe anche trovare un lavoro di giorno, anche in un ufficio, col mio piccolo e necessario stipendio, fare le mie serene ore lavorative, programmare la mia vita con delle certezze economiche...invece no! Complice l'incipiente estate in arrivo (e quindi se si parla di assunzioni, lo si farà a Settembre), complice i trentanove annucci sulle spallucce, complice i vent'anni di lavoro alle spalle.....è un pò faticoso.
Almeno riuscissi a dormire fino alle 10 del mattino...invece no, alle 8 al massimo sono sveglio come un cardellino, solo che, anzichè cantare serenamente, ripenso alla mia condizione e inizio a imprecare contro il mondo.....

Come diceva The Crow però, NON può piovere per sempre.....anche se, davvero, è dura rimanere in stand by....un Brigantino in balia del mare, senza una mèta dove arrivare, i venti che ti schiaffeggiano la loro impetuosità sulle vele che a tratti si strappano....devo stare attento a non finire sugli scogli, ma cercare una spiaggia, magari tiepida e serena, dove poter tranquillamente attraccare.
Il Capitano, non molla il timone.

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Risposte a questa discussione

"Here comes the sun" cantavano i Beatles: vedrai che uno di questi giorni, spero presto, la vita suonerà di nuovo così. E brinderemo.
In ogni caso da fine agosto le giornate saranno più bella comunque: sai bene perché :-)

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Grazie Gab. Bello aver amici che ti sorreggono moralmente.
Come le dita di una mano: poche ma utilissime e indispensabili.

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Mi ha colpito il paragone con il brigantino. Disegna molto bene quella che è la mia idea di uomo che oltre ad essere timoniere è anche brigantino stesso. Come il cantante che è sia strumento che strumentista. Spesso per una questione o per distrazioni si tende a identificare i due concetti che a volte, un passo prima e uno dopo di ogni tempesta, andrebbero divisi per poter essere meglio compresi. Come il pianista che durante il concerto è un tutt'uno, ma che durante le ore di studio deve dividere in piccoli pezzi ogni gesto, economizzare i movimenti, studiare un brano più velocemente e più lentamente per sciogliere da un lato i movimenti e dall'altro per focalizzarne il ritmo. L'uomo nella vità è, a parer mio, sia timoniere che veliero. I suoi doveri sono molteplici ma non vanno mescolati. Come timoniere bisogna dirigere in modo ponderato e giusto, con una rotta che a volte deve essere un compromesso di qualche onda per giungere alla destinazione prefissata, come quando si naviga di bolina e qualcuno potrà chiedere al capitano come mai non si proceda per la strada più breve, ma il timoniere deve tenere conto dei venti, perchè in caso contrario si resterebbe fermi con le vele sgonfie. Come timoniere si deve quindi valutare e calcolare in base alle condizioni che si prospettano, bisogna essere anche un pò strategici, sicuramente fidarsi di se stessi e di quelle poche stelle in cui si può sempre contare, senza pensare troppo alle tempeste, quelle ci saranno in ogni caso e per qualsiasi rotta. Ruolo della barca, o nave, o veliero o zattera che sia è invece solo uno. Restare a galla. La nave ha solo questo compito, non semplice, ma è solo uno. L'equipaggio la renderà luccicante, ingegneri costruiranno vele adeguate o meno, la barca in se è un enome pezzo di legno che deve semplicemente galleggiare e reggere alle botte, di qualsiasi entità siano. Da queste si escludono solo le navi fatte per altri scopi, ovvero per lo sport, per la bella mostra o per la pura velocità. L'uomo per come lo intendo io è una nave da guerra, in quanto nave deve semplicemente restare a galla, sia per ghiacci che attraverso piogge di cannonate. In quanto timoniere è anche strategia e saggezza, in quanto capitano è anche responsabile di chiunque sia a bordo con lui. Un motoscafo monoposto non ha questi pensieri, il suo scopo è portare qualcuno in modo veloce da un punto A ad un punto B. La cosa difficile è che una nave non può fare affidamento su niente, oltre a se stessa, il timoniere/capitano stesso invece deve fare affidamento sulla nave, l'equipaggio, a partire dal nostromo (o nostradonna) deve poter fare affidamento sul timoniere/capitano. Dividendo le varie porzioni e varie funzioni quindi posso usare gli occhi per guardare ed il naso per annusare, senza dover mescolare sempre le due cose, e sapendo che anche bene fossi raffreddato i miei occhi saprebbero guardare in modo efficiente. Tra una tempesta e l'altra questo è il mio allenamento da sempre e mi ha sempre rilassato, un pò come massaggiare dei muscoli uno alla volta, spero possa esserti d'aiuto in qualche banco di nebbia

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Grazie Alfredo.
Mi fa piacere aver suscitato interesse con questo mio "disegno immaginario".
L'importante per ora, come dicevo, è cercare di non schiantarsi sugli scogli, al limite meglio aspettare acque più calme e più calde, per tentare un attracco, anche di fortuna, ma che dia validi bitte per rimaner legati. Poi faremo bene i nodi marinari, in base a quanto il posto ci piacerà, o dopo aver studiato altre destinazioni, sbroglieremo nuovamente le cime, e stavolta volontariamente, ci muoveremo paciosi facendoci coccolare dallo sciabordìo dell'acqua sullo scafo....

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