Non so se io sia particolarmente sfortunato nella scelta dei raduni IItaliani ma non credo. Più frequento raduni stranieri e più mi rendo conto di quanto bassa sia la capacità di divertimento collettivo dei raduni italiani.
Non vi dirò quale è stato il raduno da cui sono appena tornato e che mi ha fatto nascere queste considerazioni, però devo dire che ne parlavo anche con altri bikers che erano stati all'estero ed anche loro si sono trovati d'accordo con me.
Il fatto è che in Italia sembra che l'unico modo per divertirsi davvero sia massacrare il motore della proprio moto con fuorigiri e facendogli fare una serie di scoppi chiudendo e aprendo l'accensione.
Poi ogni piccolo gruppo di partecipanti resta chiuso in sè con pochissime aperture verso gli altri gruppi e, dulcis in fundo, c'è sempre qualcuno (e mica pochi) che è pronto alla rissa per la minima fesseria.
Nei raduni all'estero io mi siedo ad una tavolata di bikers e dopo cinque minuti sono lì a chiacchierare come se ci fossimo conosciuti da tempo. Ai raduni, gli stranieri ci vanno per divertirsi, per incontrare altri bikers, per bere fino ad ubriacarsi ma di sicuro non per menare le mani. In otto anni che frequento raduni all'estero (Austria, Germania, Francia e Svizzera) non mi sono mai sentito solo e non ho mai visto un minimo accenno di lite.
In Italia, soprattutto nelle prime ore della domenica mattina, gli scambi di insulti e gli accenni di rissa sembrano quasi un obbligo.
Evidentemente molti italiani amano definirsi bikers ma ancora non hanno proprio capito che cosa comporti l'ESSERE davvero un biker.

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Risposte a questa discussione

Caro nonno Enio
In più di un blog ho espresso la mia vergogna per la capacità di farci prendere per il culo che abbiamo noi italiani,magra consolazione è che non siamo tutti così.Io adoro conoscere e bere con i vari biker che incontro,e così come me il mio gruppo lo stesso;Tieni presente che sono un'istruttore di karate,e nel mio gruppo sono presenti un maestro e 2 allievi,non abbiamo mai ne avuto il bisogno,ne il desiderio e(fortunatamente fino a oggi)la necessità di mostrarlo,ma siamo mosche bianche,speriamo che gli amici europei ci aiutino a maturare
un'abbraccio

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Premetto che non ho mai partecipato a un raduno. Non per scelta, ma più che altro non è mai capitato e non me lo sono andato a cercare. Ai tempi in cui avrei potuto avevo una Nevada 750 e andavo in giro solo per fatti miei. Li pensavo però molto diversi. Ho sempre visto (non tanto di buon occhio) le varie forme di "razzismo" che ci sono stra discipline differenti, ma se ho capito bene, si formano capannelli di persone anche quando il raduno è di moto più o meno simili. A me non pare abbia un grande senso andare ad un raduno (visto che il nome richiama un senso di riunione) con lo quello spirito e senza la voglia condividere qualcosa. Fortunatamente ci sono posti in cui non è così, quindi ci sono persone che possono prendere questo "seme" straniero e iniziare a trapiantarlo qua e la. La questione delle risse poi è proprio da poveretti che per dimostrare di essere forti devono fare il di più. E tra gli uomini, come in natura, quelli forti non sentono il bisogno di doverlo dimostrare, non ho infatti mai visto un leone scomporsi troppo, quando serve fa quel che deve, quando non serve se ne sta tranquillo a farsi gli affari suoi in santa pace.

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be non so se ci sia quello che cerchi all'estero ,a ogni modo capisco di cosa parli e su alcune cose ti do ragione,la terra del vicino e' sempre piu bella e invitante .
anche io mi sono sempre trovato bene all'estero ma devo dirti che ultimamente la mia famiglia sono gli amici che trovo ai vari raduni che frequento tutti i week end....naturalmente ci sono tanti tipi di raduni,party,feste....forse troppi he!! capire quale e quali cose ti piacciono di queste feste e' difficile quindi e' molto personale la scelta.....a presto

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Non sono mai andato ad un raduno all'estero, ma sono pienamente concorde con te nel dire che gli italiani si divertano male, ogni persona è libera di fare ciò che vuole con la propia moto (fino a che non danneggia altri) io personalmente, mi piangerebbe il cuore fare fumare la ruota o sbrindellare il motore con scoppi e sfoate a vuoto, mica per altro, tutte le volte che porto la moto dal meccanico o dal gommaio, mi arrivano certe salaccate, da fammi scendere il morale :(
Per sfortuna le risse ci sono , io ho avuto la fortuna di assistere a pochissime risse nei raduni, ma non per questo è un problema da meno

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Ciao nonno Enio
mia personalissima opinione:
non ho esperienze di raduni ma non stento a crederti, la tua descrizione è perfettamente estendibile anche ad altri contesti e situazioni. Quello che dai è un ritratto di quello che siamo nella nostra coscienza collettiva e, cambiando la cornice, la fotografia non cambia.
Continuo comunque a crogiolarmi nella convinzione che, lentamente e per forza inerziale, arriveremo anche noi ai livelli europei di civiltà e buonsenso (perchè poi di questo si tratta) e, magari, cose come massacrare motori passeranno in secondo piano...
Grazie, un saluto a tutti.

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Ringrazio chi ha avuto la bontà di leggermi e commentarmi. Devo assentarmi per alcuni giorni ma mi riprometto di rispondervi più a fondo appena torno.

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non andrai mica in ferie!!??? hahahahahhaha

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Eccomi di ritorno. Non è stata una vera vacanza. Diciamo che ho sottratto nonna Nives (mia moglie) all'afa che in questi giorni stava massacrandola. Lei ha problemi con una valvola mitralica e l'afa la fa stare veramente male così l'ho portata per qualche giorno sopra i mille metri in Appennino.
Torno alla discussione. Dopo alcune vostre risposte mi sono chiesto perchè vado ai raduni e cosa spero di trovarci. Fondamentalmente ci vado perchè sono l'unico modo per me di mettere un po' di km sotto le ruote, soprattutto viste le difficoltà che incontro con mia moglie che di moto non ne vuol sapere e resta in ansia ogni volta che "scappo" per un fine settimana. Poi direi che i raduniper me sono occasioni di incontrare altri motociclisti, scambiare pareri, racconti, esperienze davanti ad un bicchiere di birra con un po' di rock di sottofondo (anche se spesso il rock passa sopra e voci di parecchio). Finora, in quasi tutti i raduni a cui ho partecipato, mi bastava sedermi ad un tavolo in cui c'erano già altri bikers, per trovarmi in compagnia in pochi minuti ed andare avanti così per tutta la serata. E questo soprattutto all'estero ma anche in Italia. nell'ultimo raduno a cui ho partecipato non solo questo non si è verificato (e devo ringraziare una coppia piuttsto giovane e molto simpatica se non sono rimasto il solo a tenere compagnia alla mia birra) ma ho notato che non c'era alcuna voglia, da parte di diversi gruppi a mescolarsi con altri. Poi ammetto che io sono sicuramente svantaggiato dalla mia scelta di viaggiare solo, ma ripeto che questa mia solitudine iniziale non era mai durata un intero weekend e spero che questa mia esperienza non sia una caratteristica comune a tanti raduni italiani.

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Ciao nonno Ennio vedo che non sono l'unico a non aver mai partecipato ad un raduno ,fatta eccezzione per la befana benefica che si svolge qui a milano tutti gli anni.Devo confessare che mi imbarazzava non essere mai stato a un raduno.
Anch'io giro molto da solo e non mi piace quando mi fermo non avere qualcuno con cui fare due chiacchere e condividere la mia passione.Quello che mi dici riguardo ai raduni in italia non fa che rafforzare la mia convinzione che c'è trppa gente in giro che fa le cose per moda, perchè lo fanno tutti, perchè fa figo e non perchè è spinto da uno spirito di fratellanza che accomuna i veri bikers. Per me essere biker è una filosofia di vita e con questo ci si riallaccia ad una discussione già avviata da Alfredo comunque ci sono ancora molte persone che la pensano come me e lo dimostra il fatto che comunque spesso pur girando da solo trovo compagnia da parte di altri motociclisti

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Nel mio piccolo sono circa 25 anni che giro in Italia e per l'Europa sia solo che in gruppo, sono anche stato membro di un patchclub e mi sono accorto che da diversi anni sono cambiati i tempi anche nel nostro ambiente di bikers. Nei primi anni parlo degli anni 70/80 eravamo in "pochi" a frequentare raduni o party e si viaggiava o soli o in piccoli gruppi e la volontà di fare amicizia e di conoscere nuova gente era il passatampo preferito per raccontarsi viaggi ed esperienze e parlare di moto, a meno che non si voleva fare i solitari o gli eremiti soli in tenda per 2 o tre giorni. Ma negli ultimi anni specie in quelli che ho passato nel club ho notato che il passatempo preferito è diventato quello di sballarsi prima col bere poi con altro... e capita la testa calda che fà casino ... e la passione per la moto e di viaggiare poca... mah??!!
Sono tornato a viaggiare solo e conoscere gente quando mi capitava sia in Italia che nel nord Europa che (è vero) vedono i motociclisti più di buon occhio che da noi. Ho frequentato per 9 anni l'elefantentreffen e credo che sia ancora il raduno che ha conservato il significato del nome, radunare e far conoscere le persone e non parlo di bikers che si salutano solo perche' hanno il gilet con patch di club ( (ho provato anche a non essere salutato perchè non avevo più le patch sul gilet) ma di saluti tra persone che hanno in comune la stessa passione e hanno voglia di passare la serata a chiaccherare intorno al fuoco, vicino la tenda e con un po' di musica in sottofondo e non col maxischermo alto come un palazzo e musica assordante da non riuscire a parlarsi se non stando a due dita dall'orecchio del vicino. Con questo non voglio sminuire tanti nostri raduni alcuni ancora molto belli ma la passione per la moto la si vede in modo diverso, ormai siamo e sono tanti motociclisti e bikers che vi partecipano e li vedo arrivare sempre in gruppo su custom, enduro, sportive etc. e questo fà si che non abbiano quasi bisogno di conoscere altra gente.

Quest'anno, dopo due anni di quasi fermo moto, per motivi sia di lavoro che di famiglia e... diciamolo anche di soldi, ho riacceso il mio "vecchio" Varadero l'ho caricato con tenda e sacco a pelo, come passeggera mia figlia e siamo partiti per un bel tour in Europa senza una metà precisa, ma con la voglia di visitare posti nuovi e alcuni già visti (almeno io) e conoscere e stringere nuove amicizie. Così ci siamo "fatti" l'Austria, parte della Cecoslovacchia e dell'Ungheria, la Germania, il Liechtenstein e la Svizzera qualche volta si dormiva in camping altre in zimmer gestite da simpatiche nonnine ma garantisco che ho ritrovato parte dello spirito d'avventura motociclistica di una volta e conosciuto tanti altri biker nel nord della Germania ci siamo ritrovati a sostare vicino ad un laghetto dove abbiamo trovato altri motociclisti tedeschi e Norvegesi che si recavano ad un vicino raduno e ci hanno invitato ad andare con loro e passare la serata insieme offrendoci quasi la cena e se questo non è spirito di aggregazione... e per l'anno prossimo stiamo già progettando di tornarci proseguendo poi verso la Norvegia.

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Vedo che c'è ancora qualcuno che la pensa come me. Provo un po' (tanta) invidia per Robi che può ancora sperimentare le esperienze di viaggio che io purtroppo non potrò fare data la mia situzione familiare. Resta il fatto che mi toccherà continuare a farmi quei 1500 km in un fine settimana per riuscire a ritrovare quell'atmosfera.

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D'accordissimo ..il vero lato ...il vero spirito del bikers...nasce dalla definizione ...TUTTI SI DEFINISCONO LIBERI , MA QUANDO INCONTRANO UNA PERSONA VERAMENTE LIBERA ...SCAPPANO ...oppure reagiscono con rabbia con nel film easy raider ...li parliamo di bifolchi adesso i senza spirito si comprano una moto ......quella e' paura ...tutti dovrebbero vedere capitan america in easy rider e capire gli insegnamenti sottili del biker nr 1 ° io quest'anno ho fatto 2400 km e gli unici bikers che hanno viaggiato e campeggiato con me sono stati stranieri ...gli italiani avevano le loro belle toppe e poi erano un gruppo a parte ...essere un bikers non e' avere solo una moto..... e' vivere uno stile di vita..e' avere uno spirito ...e' essere altruisti ...bhe che dire ...easy riders

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