Uno dei tormentoni della newage (e anche di buona parte delle filosofie orientali) è la presenza dell'aura umana, una sorta di bozzolo di energia che ci circonda, creato dalla forza e linfa vitale del nostro corpo, mediante una serie di centri di energia.
Mi piace pensare che questo, in parte o in qualche modo, sia vero, e ipotizziamo che lo sia, almeno per qualche manciata di righe.
Le energie non sono certo solo dell'uomo però, ogni cosa ha il suo campo energetico, e su questo non c'è molto da discutere, è provato.
Andare in moto dovrebbe essere allora la prima discplina orientale, prima di ogni yoga, ayurveda, shatzu e chi più ne ha più ne metta..
Andare in motocicletta permette a tutto il mondo di attraversare il nostro campo energetico, che è li, scoperto, che filtra la forza e la vita di ogni cosa.
Attraversando un bosco, correndo sul lungomare, per le statali in mezzo alle colline. Tutta la vita attraversa il nostro essere e purifica tutto quello che in noi non è vero.
La vita è vera, la natura è vera, il cosmo è vero. E' quel qualcosa che è , e non si dispone.
Scivolano via con i chilometri tutti quei particolari che ci siamo imposti, quel "dover" essere, quel "voler" apparire, ogni cosa che non fa parte della nostra intima, cruda natura si consuma, resta solo il vero di noi.
Come Alberi coperti di neve, in una tempesta di vento ci possiamo spogliare di quanto non è in vita e attivo, le foglie deboli si perdono lontane.
Attraversando il mondo diventiamo un pò più simili a lui, e il mondo è tutto, e nel tutto bisogna trovare quella scintilla, quel numero primo che non è divisibile ma è in armonia col tutto.
Ora possiamo smettere di ipotizzare che sia vero, volendo, e credere quello che ci pare, resta sempre il viaggio, che porta sempre a qualche destinazione, la fuori e la dentro.
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